salta al contenuto

Tribunale di Torino

Magistrati

Uffici e Cancellerie

Servizi al cittadino

Trasparenza e Comunicazione

Servizi ai professionisti

Vendite giudiziarie

Servizi online

Liquidazione del patrimonio

Scheda aggiornata al 06/02/2019

COS'E'

E' una procedura  alternativa alla proposta di accordo e al piano del consumatore. Comporta la messa disposizione di tutti i beni e degli eventuali crediti, la nomina di un liquidatore con il compito di vendere i beni, esigere o cedere i crediti, realizzare il valore economico del tutto e distribuirlo ai creditori.

NORMATIVA

CHI PUO' RICHIEDERLA

Le procedure riguardano i debitori non soggetti al fallimento disciplinato dalla Legge Fallimentare di cui al regio decreto 16/03/1942 numero 267 (piccoli imprenditori, professionisti), e i privati in genere. 

DOVE

Presso il Palazzo di Giustizia - Tribunale di Torino - Corso Vittorio Emanuele II, 130 - 10138 - Cancelleria Fallimentare - Scala A - Piano Terzo - Stanza 31501

Telefono: 011/432 8664 - 011/432 9216 - 011/432 7769

Orario sportello: da lunedì al venerdì 8:30 – 12:30

COME SI SVOLGE

La procedura per ottenere la liquidazione dei beni comporta:

  • che essa abbia ad oggetto  tutti i beni del debitore e sia intesa a far concorrere alla ripartizione del ricavato tutti i creditori;
  • che restino esclusi solo i beni assolutamente impignorabili e i crediti alimentari e di mantenimento limitatamente a quanto occorre per il mantenimento del debitore e della sua famiglia;
  • che ricadano nella liquidazione anche i beni eventualmente sopravvenuti nel corso del quadriennio successivo al deposito della domanda, dedotte le passività incontrate per il loro acquisto e conservazione;
  • che il giudice disponga  forme di pubblicità e, nel caso in cui si tratti di imprenditori, l'annotazione nel registro delle imprese, oltre alle formalità di trascrizione per i beni immobili e per i mobili registrati;
  • la nomina di un liquidatore che avrà il compito di: amministrare i beni oggetto della liquidazione; verificare l'elenco dei creditori e sollecitarne l'intervento alla partecipazione alla procedura; formare l’inventario di tutti i beni
  • del debitore e redigere lo stato passivo, cioè l'elenco dei titolari dei crediti da soddisfare; predisporre un programma di liquidazione e  dare attuazione allo stesso e cioè alla realizzazione (di norma vendita a condizioni di mercato o comunque cessione a terzi dietro corrispettivo) di tutto il compendio patrimoniale sottoposto alla procedura, in esso compresa la realizzazione di eventuali diritti ancora non esercitati (acquisizione della disponibilità di beni del debitore esistenti presso terzi, recupero dei crediti); distribuire il ricavato fra i creditori.Il pagamento dei crediti derivanti dalle necessità della procedura ha luogo con preferenza rispetto agli altri, salvo solo il ricavato dalla liquidazione dei beni oggetto di pegno  o di ipoteca per la parte destinata ai creditori garantiti.

NOTA BENE

La procedura può essere di norma chiesta solo dal debitore. Può essere chiesta dai creditori solo in determinati casi, quali la perdita di efficacia delle procedure di composizione delle crisi da sovra indebitamento (vedi scheda  Composizione della crisi di sovraindebitamento).

ESDEBITAZIONE

A seguito della procedura di liquidazione del patrimonio il debitore può essere ammesso al beneficio dell’esdebitazione, cioè alla liberazione dai debiti residui, alle condizioni previste dalla legge e purché la domanda sia presentata entro un anno dalla chiusura della procedura.

Il giudice dichiara quindi inesigibili i crediti non soddisfatti integralmente.

COSTI

  • marca € 98,00 per contributo unificato;
  • marca € 27,00 per diritti forfetizzati ad uso notifica.

Questa scheda ti ha soddisfatto?




Vi ricordiamo che, non essendo un servizio di consulenza legale, non è possibile richiedere informazioni specifiche e personalizzate su singoli casi.