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Revoca giudiziale amministratore di condominio o di comunione

Scheda aggiornata al 06/02/2019

COS'E'

E’ una procedura che serve a salvaguardare i diritti dei condomini. La revoca dell’amministratore in via ordinaria è di competenza dell’Assemblea e avviene con la maggioranza calcolata secondo il valore delle quote di proprietà (millesimi) o con le modalità previste dal regolamento di condominio se diverse e legittime.

NORMATIVA

Artt. 1129 – comma 9°, Codice civile come modificato da:

Art. 9 della Legge 11/12/12, n.220

Art. 64 disp. atti del Codice civile come modificato da:

Art. 19 della Legge 11/12/12, n.220

Art.1131 Codice civile come modificato da:

Art. 12 comma 7 e seguenti della Legge 11/12/2012, n.220

D.Lgs. 28/2010 Art. 5 comma 1bis e comma 4 lettera e)

CHI PUO' RICHIEDERLA

L’assemblea in via ordinaria o un condomino possono chiedere con ricorso, senza l'assistenza del legale, la revoca dell’amministratore se: non ha informato l’assemblea di azione legale nei confronti del condominio esorbitanti dalle sue attribuzioni; non ha presentato per due anni il rendiconto in violazione  dei doveri di gestione e fiscali posti a suo carico dalla legge o dal regolamento condominiale (es. omesso pagamento delle spese dei servizi comuni pur con disponibilità economica, omessa azione legale per recupero somme consistenti, mancata apertura o utilizzo del conto corrente bancario o postale intestato al condominio).

Sono state individuate alcune specie di “giusta causa” di revoca. A titolo esemplificativo:

  • Omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto annuale consuntivo e preventivo;
  • Mancata esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria o amministrativa  o di delibere dell’assemblea condominiale;
  • Gestione confusa del patrimonio del condominio con il patrimonio personale;
  • Rinuncia alle formalità su beni immobili per la tutela di crediti del condominio;
  • Non aver curato con diligenza l’azione e l’esecuzione coattiva derivante da una azione giudiziaria per la riscossione di crediti del condominio;
  • Non aver ottemperato agli obblighi di corretta gestione di cui all’art. 1130 C.C.
  • Non aver comunicato i propri dati anagrafici e professionali all’atto della nomina e dei successivi rinnovi dell’incarico.

 

E’ competente il Tribunale del luogo dove si trova il condominio o la comunione.

NOTA BENE

Le ipotesi di giusta causa sopra elencate non esauriscono però, le possibili fattispecie che possono essere assunte come cause valide di revoca giudiziaria dell’amministratore. Le anomalie contabili infatti non sono esaustive delle ipotesi di comportamenti anomali dell’amministratore al quale le legge richiede, nell’interesse del condominio, una totale neutralità nei rapporti con i singoli condomini. Possono quindi essere oggetto di azione per la revoca giudiziale pur in presenza di una corretta gestione contabile, comportamenti che favoriscono alcuni condomini a discapito di altri, l’appoggio nel corso delle riunioni assembleari di delibere gradite ad una parte dei condomini e non accettabili per altri.

DOVE

  • Per l'utenza professionale: Presso il Palazzo di Giustizia - Tribunale di Torino - Corso Vittorio Emanuele II, 130 - 10138 - Cancelleria Volontaria Giurisdizione - Piano Terra - Ingresso 3 - Aula 11

Informazioni telefoniche: 011/432 8431

Orario sportello: dal lunedì al venerdì 8:30 – 12:30

  • Per l'utenza privata: Presso il Palazzo di Giustizia - Tribunale di Torino - Corso Vittorio Emanuele II, 130 - 10138 - Ufficio U.R.P. – Sportello per il Cittadino - Piano Terra - Ingresso 1 - Stanza 01620

Informazioni telefoniche: 011/432 9039 - 011/432 7970

Orario sportello: dal lunedì al venerdì 9:00 -12:30

COME SI SVOLGE

Con ricorso allegando ogni documento utile a sostegno della richiesta (es. verbale di assemblea ecc.) Le irregolarità nella gestione sono rimesse alla valutazione del Giudice e di solito sono considerate in modo restrittivo. E’ necessario che esse determinino un grave danno per il condominio. Il Giudice, con decreto, fissa l'udienza e il termine entro il quale il ricorrente deve notificarlo alle altre parti. Il Tribunale provvede in Camera di Consiglio con decreto motivato dopo aver sentito l’amministratore.

Si può proporre reclamo contro il Provvedimento del Tribunale in Corte d’Appello entro 10 giorni dalla notifica.

COSTI

  • Contributo unificato da € 98,00;
  • Una marca da € 27,00 per diritti forfetizzati per notifica;
  • Ulteriori spese per notifiche;
  • Tassa di registrazione.

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Vi ricordiamo che, non essendo un servizio di consulenza legale, non è possibile richiedere informazioni specifiche e personalizzate su singoli casi.