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Depenalizzazione

Scheda aggiornata al 06/02/2019

COS'E'

Il Decreto Legislativo 15/01/2016 n. 8, in vigore dal 6/2/2016, ha depenalizzato alcuni fatti, trasformandoli da reati ad illeciti amministrativi e così assoggettandoli non più a sanzione penale bensì alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro.

In generale, la DEPENALIZZAZIONE riguarda tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda. Con la precisazione che, quando si tratta di fatti che, nelle ipotesi aggravate, sono puniti con pena detentiva (sola, alternativa o congiunta a quella pecuniaria), le ipotesi aggravate sono da ritenersi fattispecie autonome di reato, mentre quelle non aggravate rientrano nella depenalizzazione.

Eccezioni: La depenalizzazione NON si applica ai seguenti reati, anche se prevedono la sola multa o ammenda:

A) reati previsti dal Codice Penale (salvo i CASI PARTICOLARI sotto indicati);

B) reati compresi nell'allegato 1 del Decreto in questione, che elenca una serie di leggi in materia di: Edilizia e urbanistica, Ambiente, territorio e paesaggio, Alimenti e bevande, Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Sicurezza pubblica, Giochi d'azzardo e scommesse, Armi ed esplosivi, Elezioni e finanziamento ai partiti, Proprietà intellettuale e industriale (per il dettaglio si veda l'allegato D_Lgs_15-01-2016 n8.doc)

C) reati di cui al D. Lgs. 25/7/1998, n. 286 <TU immigrazione>.

CASI PARTICOLARI: Il Decreto, inoltre, ha depenalizzato i reati, per i quali era prevista una pena detentiva (sola o alternativa o congiunta alla pecuniaria), di cui ai seguenti articoli:

art. 527 C.P. <atti osceni>, limitatamente al comma 1;

art. 528 C.P. <pubblicazioni e spettacoli osceni>, limitatamente ai commi 1 e 2;

art. 652 C.P. <rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto>;

art. 661 C.P. <abuso della credulità popolare>;

art. 668 C.P. <rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive>;

art. 726 C.P. <atti contrari alla pubblica decenza>;

art. 11, comma 1, della L. 08/01/1931, n. 234 <posta, bancoposta e telecomunicazioni>;

art. 171-quater, comma 1, della L. 22/4/1941, n. 633 <diritto d'autore>;

art. 3 del D.Lgs.Luogotenenziale 10/8/1945, n. 506 <denunzia dei beni oggetto di confische, sequestri o altri atti di disposizione adottati sotto l'impero del sedicente governo repubblicano>;

art. 15, comma 2, della L. 28/11/1965, n. 1329 <acquisto nuove macchine utensili - contrassegno>;

art. 16, comma 4, del D.L. 26/10/1970, n. 745, convertito con modif. dalla L. 18/12/1970, n. 1034 <carburanti - impianti di distribuzione e scorte>;

art.2, comma 1-bis, del D.L. 12/9/1983, n. 463, convertito con modif. dalla L. 11/11/1983, n. 638 <assicurazioni sociali e pensioni>, limitatamente al caso in cui l'omesso versamento delle ritenute non è superiore a euro 10.000 annui;

art. 28, comma 2, del D.P.R. 9/10/1990, n. 309 <sostanze stupefacenti e psicotrope>, relativamente all'inosservanza di prescrizioni dell'autorizzazione alla coltivazione di piante da cui si ricavano sostanze stupefacenti o psicotrope.

Poiché questa scheda riguarda i "Servizi penali" al cittadino, qui si considerano solo le conseguenze pratiche che le nuove norme comportano sotto l'aspetto penale (tralasciando dunque quanto concerne il procedimento amministrativo: per conoscerlo, si veda l'allegato che riporta il testo integrale del D.Lgs.).

CHI PUO' RICHIEDERLO

L'interessato, sia esso indagato, imputato o già condannato può chiedere (salvo che a ciò non abbia già provveduto il Pubblico Ministero) che, in applicazione della nuova normativa suddetta, il Giudice dichiari che il fatto non è previsto dalla legge come reato.

Al riguardo, va ricordato che l'art.8 del citato D.Lgs. stabilisce, ai primi due commi:

«1. Le disposizioni del presente decreto che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso, sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili.

2. Se i procedimenti penali per i reati depenalizzati dal presente decreto sono stati definiti, prima della sua entrata in vigore, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell'esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. Il giudice dell'esecuzione provvede con l'osservanza delle disposizioni dell'articolo 667, comma 4, del codice di procedura penale.»

DOVE

La domanda (in carta semplice e senza spese) va rivolta:

- nel corso del procedimento: all'Autorità Giudiziaria che procede, con deposito nella sua Cancelleria;

- quando il procedimento è già stato definito con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili: al Giudice dell'Esecuzione, con deposito nella sua Cancelleria.

Per individuare il competente Giudice dell'Esecuzione vedere la voce "COME SI SVOLGE".

Per quanto riguarda il Tribunale di Torino (Palazzo di Giustizia, corso Vittorio Emanuele II n.130) rivolgersi, secondo i casi di competenza, ad uno dei seguenti uffici:

  •  Ufficio G.I.P./G.U.P. - Cancelleria Incidenti di Esecuzione - Settore II - Piano Quarto – Stanza 42315 - Informazioni telefoniche: 011 4327992, 011 4328806 - Orario sportello: dal lunedì al sabato 8:30 - 12:30
  •  Tribunale di Torino - Ufficio Incidenti di Esecuzione - Settore II - Piano Terzo – Stanza 32502 - Informazioni telefoniche: 011 4328243, 011 4328363 - Orario sportello: dal lunedì al venerdì 8:30 - 12:30

COME SI SVOLGE

Quando i procedimenti per i reati in questione sono ancora in corso alla data del 6 febbraio 2016, è inutile che l'interessato si attivi, salvo che voglia sollecitare l'Autorità giudiziaria a "chiudere" quanto prima il procedimento penale. Infatti, gli effetti della "depenalizzazione" saranno applicati d'ufficio: l'Autorità Giudiziaria trasmette all'Autorità Amministrativa competente gli atti dei procedimenti relativi ai reati trasformati in illeciti amministrativi (a meno che il reato risulti già prescritto o estinto per altra causa). Peraltro, quando la violazione amministrativa sia obiettivamente connessa ad un reato, il procedimento proseguirà in sede penale ed il Giudice deciderà anche sulla violazione amministrativa.

Invece, se i processi relativi a fatti come sopra depenalizzati sono, alla data del 6 febbraio 2016, già stati definiti con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili, è necessaria un'iniziativa da parte dell'interessato o del suo difensore (anche se, in teoria, potrebbe esser presa anche dal Pubblico Ministero).

In questo caso occorre rivolgersi al Giudice dell'esecuzione chiedendogli di revocare la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adottando i provvedimenti conseguenti (vedasi l'allegato Modello_domanda_revoca ex D.Lgs.n8_2016.doc). Il Giudice provvederà con l'osservanza delle disposizioni dell'art. 667, comma 4, C.P.P., cioè senza formalità ed emettendo ordinanza che sarà comunicata al P.M. e notificata all'interessato.

Per determinare chi sia il Giudice dell'esecuzione, occorre distinguere:

1) in caso di condanna unica: di norma G.d.Es. è quello che ha pronunciato la sentenza o il decreto di condanna per il reato in questione. Però: A) se si tratta di sentenza in grado di appello che ha confermato (o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili), G.d.Es. è quello di primo grado; B) quando vi è stato ricorso per cassazione e questo è stato dichiarato inammissibile o rigettato, G.d.Es. è quello che ha emesso il provvedimento impugnato (ma se questo è d'appello e ricorre il caso su esposto al punto A, è competente il giudice di primo grado); C) se la Corte di cassazione ha annullato con rinvio, è competente il giudice di rinvio.

2) in caso di più condanne pronunciate da Giudici diversi: in base al principio della unicità del Giudice dell'esecuzione, è competente il Giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo. Ma se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi dal Tribunale in composizione monocratica e collegiale, l'esecuzione è attribuita in ogni caso al collegio; e se si tratta di provvedimenti del Giudice di Pace e di altro Giudice ordinario, G.d.Es. è in ogni caso quest'ultimo.